Storia del Rigenerato Pratese

Le fibre tessili rigenerate a Prato hanno una lunga storia. I protagonisti di questa storia sono i Cenciaioli Pratesi.

Il mestiere del cenciaiolo ha origini storiche molto lontane che arrivano addirittura dal XIII secolo, ma è nel secondo Dopoguerra che raggiunge l’apice in questa città, a causa delle materie prime che scarseggiavano e del bisogno di recuperare materiali usati.

I cenciaioli riconoscevano i tessuti e le fibre con un solo tocco, dividendoli per colore e per consistenza, sfoderandogli e strappandogli con le mani nude. E da quei brandelli di stracci, i cenci, si estraeva una nuova materia che gettava le basi per la creazione di un nuovo filato e un nuovo tessuto

Quello dei cenciaioli è più di un semplice mestiere. È un’arte nobile, raffinata, capace di raccontare la storia di chi aveva indossato quegli abiti usati, di creare il nuovo dal vecchio. Il tutto secondo una logica economica che precede il consumismo: quella del buonsenso.

Il rigenerare delle fibre tessili a Prato ha una lunghissima storia e grandissima storia. Nel dopoguerra venivano prodotti a Prato, Biella e Carpi, capi di abbigliamento per tutta Italia e per tutto il mondo e sicuramente anche tu, inconsapevolmente, avrai indossato un capo prodotto da fibre, tessuti o filati rigenerati.

La città di Prato ha una tradizione industriale legata alla rigenerazione delle fibre che risale all’Ottocento e sebbene il mestiere del cenciaiolo non sia più così diffuso, ma ancora presente nel territorio pratese, le aziende del settore che sono resistite alla crisi, stanno comprendendo negli ultimi anni il valore di eco-sostenibilità che contraddistingue questa attività.

Quella del canciaiolo è un’arte della quale siamo orgogliosi di fare parte. Personalmente ho dietro di me due generazioni di cenciaioli, mio padre e lo zio di mio padre; ed anche io ho appreso in tenera età, lavorando a "guanciale" con mio padre, l'arte del cenciaiolo.

Oggi, grazie anche alle nuove tecnologie disponibili stiamo realizzando una produzione di filati e maglieria in cashmere sostenibili e responsabili utilizzando fibre rigenerate, per creare capi durevoli, a basso impatto ambientale e a chilometro zero.

La prima fase per la creazione di tessuti rigenerati è proprio quella di raccolta e di selezione dei vecchi indumenti in cashmere o che in seguito vengono divisi per colore.

I tessuti raccolti vengono quindi sfilacciati attraverso l’utilizzo di particolari macchine, ormai industrializzate, le carde. Le nuove fibre vengono stratificate e filate, mantenendo la loro colorazione originale.

Una materia prima che ottiene ancora più valore rispetto all’originale, che viene prima trasformata in filato ed in seguito anche in maglioni, sciarpe, cappelli, ecc…

Rigenerare porta numerosi benefici rispetto alla creazione di abbigliamento nuovo:

Preserva l’ambiente riducendo la quantità di rifiuti prodotti
Conserva le risorse limitate
Riduce i costi di produzione e l’utilizzo di materiali grezzi
Supporta l’industria locale
Incoraggia la creatività e l’innovazione
Prolunga la vita dei materiali
Incentiva l’economia

Quello della rigenerazione delle fibre tessili rappresenta una risorsa inestimabile, una tradizione da esplorare e grazie alla quale poter sperimentare nuove tipologie di produzione.

Per questo approccio innovativo così legato alle radici pratesi, Hircus Filati rimane oltre che un brand di filati di Ecocashmere che ha come primario obiettivo quello di offrire ai propri clienti un prodotto di qualità, economico e a basso impatto ambientale, una alternativa ai modelli che abbiamo utilizzato fino ad ora, che sono la causa dell’inquinamento prodotto dal mondo della moda.

In questo video puoi vedere una parte del processo di riciclaggio della maglia vecchia in puro cashmere, parte integrante della realizzazione di filati Ecocashmere

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